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Cos’è l’hacking della crescita? Definizione e 4 esempi

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È la parola d’ordine: growth hacking (ok, sono due, ma rende l’idea). In questo articolo approfondiamo la definizione di Growth Hacking, quando e soprattutto come usarlo. Parliamo anche di come lo usiamo noi di Waalaxy. 😄 Siete pronti? Si parte! 🚀

Che cos’è il growth hacking?

Ci sono mille e uno modi per definire cosa sia il Growth Hacking, quindi cercheremo di usare una definizione abbastanza ampia che abbracci i diversi aspetti della disciplina:

Sviluppare una strategia di Growth Hacking significa utilizzare tecniche e metodi non convenzionali per generare una rapida crescita in un’azienda.

Il Growth Hacking sta diventando sempre più popolare, ma viene utilizzato soprattutto nelle piccole strutture come le start-up e le PMI. E sì, i grandi gruppi sono sempre indietro in termini di innovazione. Il Growth Hacking non fa eccezione alla regola. 👆

Allo stesso modo, è più spesso utilizzato nelle aziende cosiddette “tecnologiche” o addirittura “digitali”, poiché i metodi utilizzati richiedono quasi sistematicamente l’uso e l’implementazione di strumenti digitali, soprattutto con la marketing automation. Prima di entrare nel dettaglio dell’utilizzo del Growth Hacking, è importante definire il concetto di sales funnel content marketing, che è fondamentale per i vostri obiettivi di marketing.

L’imbuto di vendita corrisponde alle diverse fasi che i vostri potenziali clienti attraversano. 👀 Dal primo contatto con il vostro marchio/azienda, fino al momento in cui diventeranno clienti fedeli che consiglieranno i vostri prodotti o servizi. Nella maggior parte dei casi, è necessario superare una fase dell’imbuto prima di poter passare alla successiva. L’imbuto di vendita è composto da 6 fasi, parliamo dell’imbuto di vendita “AARRR”, torneremo più avanti con una spiegazione dettagliata di ciascuna delle fasi.

Il lavoro di un growth hacker

Per poter effettuare il growth hacking, è necessario un esperto del settore, ovvero un growth hacker!
È come sviluppare un sito web, serve uno sviluppatore, ebbene qui è la stessa cosa. 😇 Quindi, l’obiettivo di un growth hacker è quello di implementare strategie che aiutino a guidare lo sviluppo in modo efficace ed efficiente. Ma il suo lavoro non si ferma qui, infatti deve anche trovare nuovi modi per attirare i clienti e quindi sostenere l’azienda e fidelizzarli. 🤝🏼

Il growth hacker ha bisogno di altre risorse per eseguire i suoi test. Il suo ruolo è quindi quello di gestire progetti interfunzionali mettendo tutti più o meno al lavoro su questo processo di sperimentazione rapida, e naturalmente il CEO deve essere totalmente d’accordo con la mentalità del “Growth hacking”. 👀

Con l’espansione dei social media e del webmarketing, le aziende devono implementare leve di webmarketing, come una strategia di marketing digitale, un piano di marketing, una strategia di comunicazione, landing page, facebook adwords o anche l’uso del SEO per raggiungere più clienti. 🎯 Se volete diventare growth hacker, potete candidarvi presso aziende, di solito startup, legate ai seguenti settori:

  • Applicazione,
  • Blog,
  • Nuove tecnologie,
  • Marketing digitale.

Per quanto riguarda il tipo di lavoro, di solito viene svolto in modo indipendente o con un piccolo team (non è necessario essere in 10 per fare growth hacking), ed è essenziale essere in stretta collaborazione con diversi dipartimenti come marketing, sviluppo o SEO.

Che tipo di formazione è necessaria per fare growth hacking?

In generale, per poter affermare di essere un growth hacker, è necessario conseguire una laurea o un master in una scuola di business o di web marketing, come marketing, sviluppo aziendale o commercio. Non esiste una formazione specifica per diventare growth hacker: tutte le competenze tecniche e di marketing relative al growth hacking si apprendono attraverso altre formazioni, come già detto.

In termini di esperienza, un’azienda di solito cerca un anno di successo come marketing o growth hacker. Tuttavia, se non ne avete, non fatevi prendere dal panico: createla mostrando all’azienda le idee di prova che avete per il loro sviluppo e come realizzarle.

Elenco delle competenze di un growth hacker

Passiamo alle competenze necessarie per essere un buon growth hacker e, per l’occasione, abbiamo stilato una piccola tabella per voi! 🎁

COMPETENZE DURE COMPETENZE SOFT
Tracciamento e analisi dei dati Marketing di acquisizione Competenze tecniche Versatilità
Google Analytics Prospezione B2B Codice front-end Gestione di progetti e team
Google Tag Manager Marketing via e-mail Creazione di landing page Capacità analitiche e di pensiero critico
Excel o Google Sheet Marketing dei contenuti Web scraping Spirito creativo e artistico
CRM Ingegneria del marketing Utilizzo di strumenti di crescita Razionalità
Database / SQL Social media organici (Facebook, Instagram, LinkedIn…) Raccolta dati su siti web Fluidità in inglese
Social media a pagamento (annunci) Cultura dello sviluppo web
SEO
Influencer marketing

Se non riempite tutte queste caselle, non fatevi prendere dal panico, le acquisirete col tempo! 😇

Qual è lo stipendio di un growth hacker?

Veniamo al dunque: lo stipendio medio di un growth hacker si aggira intorno ai 37.000€ all’anno, se si ha esperienza. Sono diversi i fattori che concorrono a definire lo stipendio di un growth hacker. Innanzitutto le sue competenze e gli anni di esperienza.
Poi il tipo e le dimensioni dell’azienda per cui lavora avranno un impatto significativo. Anche le sue esperienze passate e i suoi successi avranno un impatto sulla negoziazione del suo compenso. 💰

Per entrare nel dettaglio, un growth hacker junior guadagnerà circa 35.000 euro lordi all’anno, contro un senior il cui stipendio sarà compreso tra i 40.000 e i 50.000 euro lordi all’anno, e alcuni profili “esperti”, molto apprezzati, guadagneranno fino a 65.000 euro lordi all’anno.

Le 5 fasi del growth hacking

Prima di iniziare con i 5 passi, avrete visto nell’illustrazione sottostante che in realtà i passi sono 6. Sì, a questo famoso passo si aggiunge la consapevolezza. Sì, a questo famoso tunnel di conversione si aggiunge la consapevolezza. Ma di cosa si tratta esattamente? 🤔

La consapevolezza è la prima fase dell’imbuto di vendita. È il momento in cui i potenziali clienti entrano in contatto con il vostro prodotto o servizio per la prima volta. Può essere un annuncio sui social network, un post su LinkedIn, o anche qualcuno che parla del vostro prodotto o servizio, insomma qualsiasi input proveniente dal vostro traffico di acquisizione. 🧲

A volte la fase di sensibilizzazione è molto sottile, persino subliminale, ma il bias cognitivo della “semplice esposizione” pianterà un seme nel cervello dei vostri target, e più esposizione avranno al vostro prodotto o servizio, più sarà probabile che effettuino l’acquisto. 🛍️
Questo è il motivo per cui grandi marchi come Coca-Cola, già famosi in tutto il mondo, continuano a inondare i cartelloni pubblicitari nella loro strategia di marketing. Il potenziale cliente non sta ancora agendo, ma sta acquisendo familiarità con il vostro prodotto o servizio, in modo che quando si troverà di fronte ad esso, sarà più probabile che agisca. ✨

Fase 1: acquisizione

Passiamo ora al primo passo: l’acquisizione! Se il vostro target fa il grande passo, utilizzando il vostro prodotto o servizio per la prima volta, questa è la strategia giusta. Nel caso di un’applicazione come Waalaxy, questo passo è il momento in cui un prospect scarica lo strumento. Questa è la nostra metrica di acquisizione! 👊 Per molte attività, come i siti di e-commerce, l’acquisizione sarà legata alla prima visita al sito web. 💻

Fase 2: attivazione

La fase numero 2, l’attivazione, è quando l’utente compie la prima azione con il vostro prodotto, servizio o strumento. 🥇 Seguendo l’esempio di Waalaxy, un potenziale cliente ha appena scaricato l’estensione, ma ora deve usarla, altrimenti non ha senso scaricare l’app.

Per noi, l’attivazione avviene quando un utente esporta il suo primo lead nello strumento. Misuriamo anche un secondo livello di attivazione, ovvero quando un utente invia la sua prima azione con lo strumento (una richiesta di connessione, ad esempio). Sta a voi definire la vostra metrica di attivazione, che deve rappresentare un passo indispensabile che i vostri utenti/prospect compiono per diventare un giorno clienti. 👆

Fase 3: fidelizzazione

Trovare nuovi clienti costa di più che mantenerli. Quindi facciamo in modo che la fidelizzazione funzioni! Si tratta della capacità di trattenere i clienti potenziali e di trasformarli in utenti a lungo termine. Questa fase è spesso sottovalutata, ma è importante ricordare che riempire un carrello della spesa è inutile. Deve essere la vostra prima preoccupazione, ben prima dell’acquisizione. È una delle fasi più cruciali per le start-up, quindi non trascuratela!

Fase 4: Referral

Questo è il punto dell’imbuto in cui il vostro prodotto o servizio si vende “da solo”. Ok, ma come avviene? 🤔 Attraverso il passaparola e gli ambasciatori! 🤩 Le persone che lo usano ne parlano in giro, si chiama viralità e le persone che lo usano ne parlano in giro. 😜 Per questo, non esitate a mettere in atto azioni quali:

  • Codici promozionali,
  • Concorsi a premi,
  • Offerte di sponsorizzazione,
  • Programma ambasciatore.

Fase 5: Entrate

Quest’ultima fase è un po’ cruciale perché senza di essa non si hanno soldi. È il momento in cui l’utente o il potenziale cliente effettua un acquisto e compra il vostro servizio o prodotto. Questo è l’obiettivo del growth hacker: convertire uno degli utenti attivi in entrate. Ricordiamo che l’obiettivo di questo lavoro non è fare soldi, ma aumentare il numero di utenti per garantire una crescita sostenibile.
Ecco perché il growth hacking può richiedere un po’ più di tempo rispetto alle azioni abituali, perché è destinato a essere qualificato e sostenibile, il che consente, alla fine, di avere clienti soddisfatti, e questo vale tutto l’oro del mondo. ❤️

Qual è la differenza tra growth hacking e growth marketing?

Inventato da Sean Ellis nel 2010, che ha ridefinito il proprio lavoro ribattezzandosi Growth Hacker, la sua attività ha assunto immediatamente una risonanza particolare all’interno delle startup e nel settore digitale. Ha semplicemente creato una nuova disciplina.
Questa disciplina si concentra sull’ottimizzazione della crescita utilizzando semplicemente tutte le tecniche possibili. Naturalmente, i marketer e i venditori facevano Growth senza saperlo già da molto tempo, ma non faceva parte delle strategie di crescita consolidate nelle aziende. È possibile che abbiate confuso le due cose, ma anche se i termini sono molto simili, vi forniremo le informazioni per distinguerle.

Grazie al growth hacking, sarete in grado di garantire e attivare la crescita di un’azienda o di un prodotto. Il suo obiettivo principale è quello di aumentare la notorietà del marchio facendo sì che il pubblico si impegni con esso.
L’obiettivo di un growth hacker è quello di implementare strategie che permettano di promuovere lo sviluppo in modo efficace ed efficiente. Ma il suo lavoro non si ferma qui, poiché deve anche trovare nuovi modi per attirare i clienti e quindi perpetuare l’azienda e fidelizzarli.

Le somiglianze

Tuttavia, i due termini presentano alcune somiglianze, come ad esempio

  • Raccogliere dati sugli utenti e sui loro comportamenti.
  • Guidare la crescita del business sia in termini di acquisizione che di fidelizzazione.
  • Implementare entrambi i termini attraverso il metodo agile 🥷.

Le differenze

D’altra parte, non sono simili nei seguenti termini:

  • Il Growth Marketing si concentra principalmente sul marchio, mentre non è così per il Growth hacking ❌.
  • Le tempistiche di realizzazione sono diverse. Nel Growth Hacking bisogna essere veloci, prendere decisioni sul momento.
  • I dati. Infatti, il Growth marketing si basa sui dati raccolti per sapere come rispondere al proprio pubblico, cosa che richiede tempo per essere implementata. I Growth hacker passano direttamente all’analisi non appena vengono raccolti i primi dati.

Growth hacking: 3 esempi per capirlo

Una volta che ci si sente a proprio agio con il growth hacking e con tutte le nozioni che ci possono essere dietro, non c’è niente di meglio degli esempi di growth hacking per illustrare le nostre parole e mettere in pratica le diverse tecniche! ⬇️

#1. Adidas con Lena Situazioni

Credo che tutti conosciate Adidas, l’azienda tedesca fondata nel 1949 da Adolf Dassler, nota per le sue scarpe e l’abbigliamento sportivo di tendenza! Ebbene, di recente ha collaborato con la giovane e famosa youtuber Lena Situations, la conoscete? Con oltre 3,9 milioni di follower su Instagram, questa influencer collabora con il marchio tedesco da oltre un anno. ✨ Anche se Adidas è nota a tutti, non esita a collaborare con gli influencer per migliorare i propri funnel di conversione! Come hanno fatto? 🤔

Beh, per prima cosa hanno invitato Lena a collaborare, e lei ha stuzzicato la sua community per oltre un anno presentandosi alla sede centrale di Adidas, mantenendo il segreto del suo arrivo, il che attiva l’eccitazione e solleva un punto interrogativo. Poi arriva il momento del lancio e lì vengono attivati diversi canali di comunicazione, in particolare:

  • Nuova sezione sul loro sito con riferimento alle “situazioni Adidas x Lena”.
  • Sponsorizzazione su Google di un negozio partner, ovvero courir.com.

  • Comunicazione digitale sui social network di Adidas, Courir e Lena Mahfouf.
  • Manifesti pubblicitari su pensiline degli autobus e metropolitane.
  • Manifesti nei negozi.

Insomma avrete capito, hanno messo il pacchetto! 📦

#2. Growth hacking con Instagram

Restiamo sulle cose note, Instagram, questo famoso social network utilizzato da oltre 2 miliardi di utenti ogni mese, all’epoca non era molto conosciuto. I fondatori di Instagram hanno dovuto escogitare dei modi per migliorare la crescita del loro business, ed ecco alcune tecniche:

  • Connessione ad altri social network ➡️ ad esempio, è possibile scegliere di postare su Instagram e Facebook, direttamente da Instagram, o condividere su altri social media, come Twitter.
  • Sistema di follow ➡️ si può essere seguiti e seguire persone che non si conoscono, raggiungendo un target più ampio.
  • L’app è pubblica ➡️ è possibile trovare le foto postate dagli utenti non solo su questa app ma anche su Google Immagini, perché l’app è pubblica!

#3. Netflix

Usata, credo almeno una volta al mese da voi e da noi, non la presento più, Netflix, l’app di streaming per eccellenza! con oltre 118 milioni di abbonati, questa piattaforma di streaming utilizza le seguenti tecniche di growth hacking:

  • Pagare attori famosi ➡️ ingaggiano personaggi famosi come Charlize Theron o addirittura Dwayne Johnson (il rock per gli amici) per avere un maggiore impatto sugli utenti e, chi ama questi attori in particolare, di solito guarderà il film velocemente e ne parlerà alla sua cerchia o sui social network.
  • Presenza sui social network ➡️ Netflix è molto attiva sui social network, soprattutto su Instagram, e interagisce ogni giorno con i suoi abbonati.
  • Acquisto di film e serie popolari ➡️ Sono anni che non vedete un film e non riuscite a trovarlo sui siti di streaming tradizionali? Netflix acquista e trasmette in streaming film e serie popolari per invogliare il pubblico ad abbonarsi.

#4. Bonus: Waalaxy

Abbiamo voluto mostrarvi un altro esempio di tunnel di vendita, quello di Waalaxy. Scopriremo passo dopo passo le principali leve della nostra strategia web

Il primo passo di questo tunnel di conversione (se avete seguito bene, è l’acquisizione) è quello di attirare i visitatori sul sito (obiettivi di visibilità), ma come? Beh, eseguendo i passi che seguono:

  • Facendo content marketing di alto valore attraverso il blogging. ✏️
  • Sviluppando una strategia di VAS digitale, cioè pubblicità mirata a pagamento. 💰
  • Avendo stabilito una strategia di contenuti su LinkedIn, grazie a pubblicazioni ricorrenti, che si chiama community management. 📱
  • Avendo un canale YouTube per lavorare sulla nostra notorietà. 📹

Secondo passo (questa è l’attivazione), è trasformare il visitatore in un lead 😉

  • Grazie a una landing page molto ben fatta.
  • Grazie a una prova gratuita o alla versione gratuita dello strumento.

Il terzo passo (fidelizzazione) è far sì che il potenziale cliente voglia acquistare il nostro strumento. 😍

  • 🔵 Un design impeccabile e la facilità d’uso.
  • 🔵 Messaggi di follow-up sia su LinkedIn che via e-mail che accompagnano l’utente e lo aiutano a scoprire lo strumento.
  • 🔵 Una chat disponibile, che risponde a tutte le richieste in meno di 5 minuti.
  • 🔵 Video tutorial su Youtube.

La quarta fase (entrate) consiste nel farli diventare clienti fedeli. Una buona strategia di marketing non dovrebbe mai trascurare la propria base clienti. 🥰 È meglio mantenere un cliente che cercarne di nuovi. È meno costoso! A tal fine, l’esperienza del cliente deve essere perfetta e la relazione con il cliente deve essere mantenuta. Da parte nostra, è tutto dietro la chat e nel miglioramento dello strumento. Il quinto passo (referral) consiste nel convertire i clienti in ambasciatori. 👑

Alcuni strumenti per migliorare il vostro growth hacking

Ora che hai capito cos’è il growth hacking con 4 esempi, possiamo mostrarti 4 strumenti (sì, ci piacciono i 4 qui) che miglioreranno il tuo growth hacking, ottimo no? 😇 Come detto in precedenza, il growth hacking coinvolge molti aspetti del digitale ed esiste una moltitudine di strumenti, ecco le categorie:

  • Riferimenti naturali (SEO) e contenuti sul sito e sul blog,
  • Analisidei dati (Data analytics),
  • Creazione e reindirizzamento di landing page e siti web,
  • Scraping e automazione,
  • Soft data,
  • Emailing,
  • Progettazione UX e UI,
  • Social media con i social network.

Passiamo agli strumenti! ⬇️

1) Google Analytics

Non si presenta più, il primo e uno dei più essenziali strumenti per il growth hacking: google analytics

Perché c’è tanto entusiasmo per questo strumento? Beh, è prodotto da Google e, in secondo luogo, è gratuito, quindi perché cercare altrove? Più seriamente, vi permette di analizzare molti indicatori di performance di un sito web, mentre create campagne di marketing personalizzate e conoscete la posizione geografica dei vostri utenti, e anche :

  • Creazione di avvisi,
  • Cruscotti personalizzati,
  • Follow-up degli obiettivi,
  • Segmentazione,
  • Tracciamento delle ricerche interne al sito,
  • Tracciamento degli errori,
  • Tracciamento delle interazioni sociali.

Avrete capito che questo strumento è essenziale per il vostro imbuto di conversione, quindi cosa aspettate a usarlo? 😇

2) Strumento di automazione Waalaxy

Ne abbiamo già parlato sopra, ma sapete cos’è esattamente Waalaxy? Uno strumento di automazione e ottimizzazione su LinkedIn e InMails che potete trovare come estensione di Google Chrome! 👽 Con il nostro prodotto, sarete in grado di:

  • Importate i vostri contatti LinkedIn direttamente nelle campagne personalizzate,
  • Oltre 99 scenari possibili per le vostre campagne,
  • Eseguite le vostre campagne anche quando non avete il computer grazie alla funzionalità cloud,
  • Accrescete la vostra rete per generare opportunità,
  • Invio automatico di inviti e messaggi su LinkedIn
  • Scrape dei dati dei vostri potenziali clienti.

💟NEW 💟: abbiamo appena rilasciato una nuova funzionalità, la Waalaxy Inbox! In poche parole, è la messaggistica di LinkedIn, ma migliore

Per saperne di più e per conoscere i prezzi di questa nuova funzione, cliccate sul pulsante qui sotto! 🪐

Scopri la messaggistica Waalaxy 🚀

3) Rispondere al pubblico

Si tratta di uno strumento di ricerca per parole chiave in cui è sufficiente inserire la parola chiave, il paese e la lingua e i risultati vengono visualizzati. Per illustrare il mio punto di vista, abbiamo fatto una ricerca sulla parola chiave “LinkedIn strategy”, ecco cosa ci mostra Answer the public. ⬇️

Grazie al codice colore, il sito indica quali sono le ricerche più forti. In pratica, è possibile cliccare direttamente sui dati visualizzati e collegarsi ai risultati del motore di ricerca.

4) Mailchimp

Come parlare di growth hacking senza parlare di uno strumento di emailing? Per questo esempio abbiamo scelto Mailchimp mailchimp-email-marketing

Mailchimp è una soluzione di marketing che consente di inviare campagne e-mail personalizzate da soli. questo strumento vi permette di sviluppare il vostro business, trovare nuovi clienti e accelerare la vostra attività grazie alla gestione e all’invio di e-mail! 🚀 Con esso, sarete in grado di:

  • Accesso a una libreria con molti modelli facili da usare,
  • Programmare in anticipo le campagne di e-mailing,
  • Gestire le disiscrizioni automatiche.

Conclusione dell’articolo : growth hacking def

Nella parola Growth Hacking c’è la parola “Growth” e “Hacking ” ( sento che ti perdo 😂).
La parola “Hacking” in questo caso è un po’ fuorviante, perché in realtà non si tratta affatto di condurre alcun tipo di attacco informatico, inoltre non è nemmeno necessario avere competenze di sviluppo informatico per utilizzare le tecniche di Growth Hacking.

No, la parola “Hacking” si riferisce piuttosto all’idea di mettere in atto un “trucco”, una “astuzia”, che vi porterà un ritorno smodato sull’investimento. ✨ Tenete presente che le tecniche di Growth Hacking sono spesso tecniche che richiedono un costo finanziario minimo, ma che possono dare grandi frutti. 💰

Per trovare l’hack perfetto, quello che vi porterà a una crescita esponenziale, la parola chiave è “iterazione”. Dovrete testare, misurare e iterare. Più e più volte. Più test farete, più aumenteranno le possibilità di trovare l'”hack” perfetto. 🥰

Domande frequenti dall’articolo sul growth hacker

Pensavate che avessimo finito? Beh no, abbiamo ancora 3 domande sul growth hacking, eccole! 🥰

Qual è lo scopo del growth hacking?

Arriviamo al punto, il suo obiettivo è quello di ottenere risultati di crescita sostenibili attraverso diverse fasi di marketing, creative e aggressive, senza necessariamente disporre di un budget spropositato e, quindi, di migliorare e accelerare lo sviluppo di un’azienda. 🚀

Che cos’è una crescita?

Come detto in precedenza, un growth è semplicemente il lavoro che si occupa di growth hacking. Un growth hacker utilizzerà tutte le tecniche e le competenze apprese in ambito commerciale per realizzare le fasi del tunnel di conversione.

Qual è il primo passo di una strategia di growth hacking?

La risposta è: acquisizione. Si tratta di attirare un numero massimo di contatti e di portarli al vostro sito web, prodotto o servizio. Una volta fatto questo, si può passare alla seconda fase: l’attivazione! 😇 Questo è il termine dell’articolo sul growth hacking. Se avete domande, non esitate, saremo felici di rispondervi!

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