I 14 errori da evitare nell’e-mail a freddo

Published by Amandine on

Les 14 erreurs à éviter en cold emailing
9 minutes
5/5 - (127 votes)

Il cold emailing è una strategia che richiede una certa metodologia per funzionare sulle tue conversioni. In questo articolo, scoprirai i 14 errori dei principianti che iniziano una strategia di cold emailing. Qualche giorno fa ho scoperto una perla rara. Un vero caso da manuale. Un compendio di errori. Così tanto che non ho potuto resistere a condividerlo. Ecco qui: exemple erreurs cold emailing Perché questa e-mail apparentemente insignificante ha attirato la mia attenzione? Semplicemente perché raccoglie, da solo, la stragrande maggioranza degli errori che NON devono essere fatti nel cold emailing. È semplice: basterebbe, in termini assoluti, fare il diametralmente opposto per ottenere una buona email. Ma quali sono questi errori? Ne ho contati 14. Ognuno di loro giustifica un po’ più del precedente la sua presenza nella mia casella di posta elettronica. Suggerisco semplicemente di rivederli insieme per evitare, in futuro, di cadere in queste trappole che possono avere (e avranno) conseguenze disastrose per le vostre campagne. Ecco i 14 errori che decifreremo insieme: 1. Strumento sbagliato. 2. La formattazione. 3. Nessuna personalizzazione. 4. Nessun contesto. 5. Parole di spam. 6. L’indirizzo. 7. (Mancanza di) firma. 8. “Inviato dal mio iPhone”. 9. Template. 10. Testo in inglese. 11. Nessuna domanda. 12. Copywriting troppo pubblicitario. 13. Programmazione DNS mancante. 14. Link di disiscrizione. Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Scalezia. Scalezia supporta startup, scale-up ma anche PMI nell’implementazione dei più recenti metodi di crescita per creare una crescita sostenibile e internalizzare queste competenze, al fine di rendere l’azienda autonoma sul lungo termine. Offrono anche una vasta gamma di contenuti gratuiti, che coprono tutti i temi importanti dell’acquisizione, ma anche la creazione di contenuti, la ricerca sul mercato dei prodotti e molti altri argomenti che sono essenziali per far crescere un business. Per accedere ai corsi, clicca qui (non te ne pentirai). bannière du cours entre waalaxy et scalezia

Errore 1 nel cold emailing: strumento sbagliato

Il mittente ha scelto di utilizzare Mailchimp per inviare la sua campagna – perché sì, non c’è dubbio che questa è una campagna completamente automatizzata, dettaglieremo perché nei seguenti punti. Per essere onesti, non abbiamo assolutamente nulla contro questo strumento. È una delle migliori opzioni, secondo noi, per inviare newsletter, o semplicemente per iniziare una strategia di Marketing Automation. Tuttavia, Mailchimp non è assolutamente adatto per il cold emailing. Perché no? Semplicemente perché è una soluzione di email marketing – per l’invio, ad esempio, di newsletter – progettata per inviare email su larga scala e istantaneamente. Questo è l’opposto di un (buon) software di Cold Emailing, che cercherà di cronometrare l’invio, al fine di simulare un uso umano. Ma le differenze non si fermano qui. Inoltre, per andare oltre, la nostra Accademia offre un corso online gratuito che dettaglierà tutte queste disparità.

Errore 2: la formattazione

La formattazione di questa e-mail pone un grosso problema, in due punti:

  • L’intero corpo dell’email è in grassetto. Chi, quando scrive un’email, fa consapevolmente questa scelta di layout? Un’e-mail inviata da una persona a un’altra sarà, il più delle volte, scritta in testo standard, con una formattazione minima.
  • Il piè di pagina dell’e-mail, che inizia alla linea grigia dopo l’ultima riga del corpo. Questo indizio è un chiaro segno che si sta usando un modello di email. Questo questo tipo di elemento visivo nelle e-mail automatizzate segnala immediatamente che l’e-mail non è stata personalizzata e scatena un senso di ritiro immediato nella mente del destinatario. Torneremo su questo punto.

Errore 3: Nessuna personalizzazione

È semplice: il testo non contiene alcuna forma di personalizzazione. Il principio stesso di un’email di prospezione è di personalizzarla il più possibile per far sapere al destinatario che siete interessati a lui, al suo business e i suoi affari e i suoi possibili problemi. Ci sono diversi modi per personalizzare un’email, sia macro (sulla scala del pubblico) che micro (sulla scala dell’individuo), ma la parola d’ordine rimane la stessa: ogni interlocutore deve avere la sensazione che l’email sia stata pensata e scritta appositamente per lui. Nel caso di questa e-mail, anche il grado zero di personalizzazione (la famosa variabile {{firstname}}) non è stato aggiunto, il che è una chiara prova della mancanza di qualità dei dati utilizzati o di una mancanza di know-how – le due cose sono spesso collegate.

Errore 4: Nessun contesto

Per essere ricettivo, un interlocutore che non ti conosce deve poterti situare nel suo ambiente. Senza sufficienti informazioni contestuali, soffriranno di una dissonanza che li porterà a diffidare e a ritirarsi. È quindi fondamentale che tu ti applichi a dare al destinatario delle tue email il maggior contesto possibile per permettergli di sapere chi sei, da dove vieni e chi o cosa permette il tuo scambio. In questo caso, nessun elemento di qualsiasi tipo mi permette di situare il mio interlocutore nel mio ambiente. Non so cosa ci lega o con quale mezzo o attraverso chi questo ha scoperto la mia esistenza ed è entrato in contatto con me. Mi trovo di fronte a una mail di un perfetto sconosciuto che mi chiede di cliccare su un link di cui non conosco l’origine e il contenuto. È difficile convincermi a fidarmi abbastanza da convertirmi, anche con il miglior prodotto e la migliore proposta di valore disponibile.

Errore 5: parole di spam

L’email contiene parole di spam, cioè parole vietate dagli algoritmi e dai server del destinatario. La conseguenza del loro uso, come suggerisce il nome, è un biglietto di sola andata per la casella spam. Queste parole dovrebbero quindi essere assolutamente bandite dai vostri contatti con persone che non hanno mai ricevuto un’email da voi. Per vostra informazione, ecco le uniche eccezioni che vi permetteranno di usare vi permettono di usare parole di spam senza temere alcun problema di consegnabilità: I destinatari hanno inserito il tuo indirizzo email nella lista bianca. ➔ Hai già scambiato diverse e-mail con l’indirizzo in in questione (questo ovviamente induce uno o più risposte da esso). ➔ L’indirizzo e-mail del destinatario fa parte del tuo organizzazione. Riguardo a questa e-mail, ho identificato una delle spamword più represse, cioè “gratis”, così come una formula che è certamente nel mirino degli algoritmi, cioè “Prendilo finché puoi!”. Inoltre, anche l’uso di tre punti esclamativi ha pesato sulla bilancia. Infatti, un uso troppo frequente di questi punti sarà sanzionato. Un modo semplice ed efficace per aggirare le parole di spam è quello di utilizzare perifrasi, favorendo gruppi di parole con forti variazioni semantiche (ad esempio “access aperto al pubblico” piuttosto che “gratuito”).

Errore 6: L’indirizzo

L’indirizzo e-mail è un’ovvia ammissione di automazione. Infatti, il “via mailchimpapp.net” indica senza alcuna ambiguità che l’e-mail è stata inviata attraverso un strumento dimarketing. Un buon strumento di cold emailing userà direttamente il mittente dell’email senza usarlo come facciata o relè. È come se il mittente prendesse il controllo della casella di posta per per inviare e-mail per conto dell’utente. ➔ D’altra parte, uno strumento destinato all’invio di newsletter utilizzerà i propri mittenti per l’invio, come Mailchimp in questo caso. E lascerà così segnali evidenti di una mancanza di autenticità che farà scendere il rendimento delle vostre campagne.

Errore 7: (L’assenza di) firma

Nel cold emailing, la firma ha due usi:

  1. Questo permette di dare un massimo di informazioni su se stessi all’interlocutore, e quindi ha un potere di rassicurazione attestando che siamo davvero una persona reale e non una truffa.
  2. Questo permette di attestare lo stesso stato di cose agli algoritmi, che analizzano le firme alla ricerca di un massimo di informazioni per attestare la legittimità dei mittenti, e quindi prevenire gli abusi.

Entrambe le ragioni per includere quante più informazioni possibili – su di te e sulla tua azienda – nella tua firma e-mail. Sto parlando, tra le altre cose, dei seguenti dati: ➔ Il tuo nome e cognome. ➔ Il tuo titolo di lavoro. ➔ Il nome della tua azienda. ➔ Il suo numero di telefono. ➔ La sede legale. ➔ Il nome del dominio. In questo caso particolare, “-Shon” non mi dà assolutamente alcun indizio su chi sia il mittente, oltre al suo nome. Un po’ leggero…

Errore 8: “Inviato dal mio iPhone

Questo è l’articolo che mi ha fatto più ridere. Mentre è davvero uno strumento interessante nel caso di un promemoria scritto correttamente e personalizzato, il “Sent with my iPhone”, in questo contesto e in contrasto con tutti gli elementi qui elencati, diventa quasi comico.

Errore 9: modello

Anche se il mittente sembra aver avuto cura di selezionare una formattazione il più neutrale possibile, il piè di pagina e i margini eccessivi a destra e a sinistra del testo sono una chiara prova dell’uso di un modello. Nel cold emailing, i modelli di formattazione come quelli usati per le newsletter o le email transazionali dovrebbero essere assolutamente vietati. C’è una semplice ragione per questo: nessuno li usa per inviare e-mail personali.

Errore 10: testo in inglese

Quindi, sì: parlo inglese. Ho anche vissuto in Inghilterra per 4 anni e in India per 2 anni. Ma l’autore dell’e-mail probabilmente non lo sa. Tuttavia -e questa è un’informazione che potrebbe facilmente verificare-, attualmente vivo in Francia e sono, ovviamente, un parlante francese prima di essere un parlante inglese. Naturalmente, l’inglese è ormai una lingua universale parlata da una grande maggioranza di persone. Ma inviare un’email in inglese a un non madrelingua senza cercare di fornire alcun contesto è un chiaro segno di pigrizia quando si tratta di email targeting. Un consiglio: se ti rivolgi a uno straniero, assicurati di contattarlo nella sua lingua o di giustificare esplicitamente l’uso di una lingua diversa dalla sua. In questo caso, l’umorismo e l’autoironia sono strumenti eccellenti.

Errore 11: nessuna domanda

Lo scopo del Cold Emailing è soprattutto quello di creare una relazione interpersonale tra il mittente e il destinatario. In questo senso, uno dei fondamenti del Cold Emailing è l’empatia. Questa empatia deve essere manifestata da segnali distillati nel corpo dell’email. I primi sono elementi che indicano che siete sinceramente interessati al vostro interlocutore. Il secondo sono domande precise e ben pensate, che sono chiari segni di interesse per il vostro interlocutore. Queste domande ti permetteranno di iniziare una conversazione con il tuo contatto e stimolare quel po’ di narcisismo che tutti noi possediamo. Creerete quindi l’ambiente ideale per generare una risposta e creare uno scambio che avrà tutte le possibilità di evolvere in una discussione d’affari. Nel caso di questa e-mail, non ci sono domande o manifestazioni di interesse. Il suo contenuto è egocentrico dalla A alla Z e fa uno degli errori più classici nel cold emailing: rendere il destinatario un mero osservatore piuttosto che il protagonista. Nel cold emailing, è necessario sapersi mettere in secondo piano -così come la vostra azienda- per concentrarsi sul vostro interlocutore.

Errore 12: Copywriting troppo pubblicità

Il cold emailing non è in alcun modo un cartellone pubblicitario o una pagina di vendita. Il suo obiettivo non è quello di generare una vendita o una conversione di qualsiasi tipo -eccetto in alcune rare eccezioni-, ma semplicemente di generare una risposta che porti ad uno scambio più approfondito. Si consiglia quindi vivamente di utilizzare uno stile semplice, privo di linguaggio e verbosità di marketing. In questo caso, frasi come “Prendilo finché puoi! “o “Non vuoi perderti questo…” sono tutte frasi di marketing e trucchi argomentativi che dovrebbero essere evitati. Il modo migliore per provocare riluttanza e fastidio nel tuo interlocutore.

Errore 13: programmazione DNS mancante

La deliverability è uno dei pilastri del cold emailing. E tra i prerequisiti per una buona deliverability, la programmazione DNS è in cima alla lista. Le impostazioni DNS (Domain Name System) sono, in un certo senso, la carta d’identità digitale del vostro dominio e, per estensione, del vostro mittente. Questi permetteranno al vostro dominio di autenticarsi ai server con cui interagirà. È quindi essenziale configurarli con attenzione. È necessario fare 3 programmazioni: ➔ L’SPF, per “Sender Policy Framework” 10. ➔ Il DKIM, per “DomainKeys Identified Mail”. ➔ Il DMARC, per “Domain-based Message Authentication, Reporting & Conformance”. Se hai seguito correttamente il nostro tutorial, niente paura, sei ben impostato 😉 Nel caso del mittente utilizzato qui, come evidenziato da una semplice analisi del dominio con Mxtoolbox, solo l’SPF è attivo. Il mittente si sta quindi privando di due delle tre configurazioni più importanti per dare alle sue e-mail tutte le possibilità di raggiungere la posta in arrivo.

Errore 14 nel cold emailing: link di disiscrizione

Uno degli argomenti più dibattuti nell’ambito della crescita e del marketing digitale: la questione del link di disiscrizione. La nostra umile opinione sull’argomento è semplice: è inevitabile nell’email marketing, ma assolutamente vietato nel cold emailing. Questo può essere spiegato in due punti:

  1. Questa è una chiara ammissione di invio automatico e quindi e quindi una mancanza di autenticità nel processo.
  2. Un clic su di esso da parte del destinatario sarà interpretato negativamente dagli algoritmi, che abbasserà il rating di fiducia del tuo mittente e del tuo dominio il tuo dominio.

È comunque necessario offrire un’opzione di cancellazione ai tuoi interlocutori per permettere loro di terminare lo scambio. Per farlo, vi consigliamo semplicemente di sostituire il link di disiscrizione con il seguente elemento: “PS. Non esitare a dirmi se vuoi che i nostri scambi finiscano qui” Ovviamente, siete totalmente liberi di scegliere la dicitura. L’obiettivo è semplicemente quello di dare all’interlocutore la possibilità di smettere di inviare. Questa alternativa ha diversi vantaggi:

  1. Nessun calo di deliverability causato da un clic sul link di cancellazione.
  2. La campagna si ferma automaticamente per l’interlocutore dopo la sua risposta.
  3. La risposta, anche se negativa, ti permette di migliorare il rapporto tra email in uscita e in entrata, che è molto importante per la tua deliverability.

Conclusione sugli errori da evitare nel cold emailing

Il cold emailing è un canale di acquisizione impegnativo, che richiede un certo livello di padronanza, pratica e conoscenza sufficiente. Inoltre, poiché è in continua evoluzione, richiede un costante aggiornamento delle sue conoscenze per rimanere rilevante nelle sue azioni. Tuttavia, quando è ben padroneggiato, è uno dei modi più efficaci, duraturi e poco costosi per generare lead B2B di alta qualità in un prevedibile. Ecco, ora sai tutto sul cold emailing! 🚀

Tweet
Share
Share